OLIMPIA DA PAURA

Quello di questa estate è stato un mercato “flash” per l’Olimpia Milano, colpi a ripetizione, roster completamente ricostruito dopo le delusioni dell’anno passato, mantenendo solo un paio di colonne come Mancinelli e Rocca, richiamando a casa chi era andato in giro a farsi le ossa, ma soprattutto alzando il tiro sul mercato straniero. A fine luglio la squadra era fatta. Basta “low profile”, l’Olimpia (che si chiamerà EA7 – Emporio Armani) è tornata a puntare in alto. Per farlo ha puntato su grandi nomi come i campioni d’Europa in carica Fotsis e Nicholas, uno dei migliori centri europei come Bourousis e una delle stelle nascenti come Radosevic, prendendo un altro dei protagonisti delle Final 4 di Eurolega come Hairston dai rivali di Siena e un direttore d’orchestra vero come Cook (con Giachetti come back-up). A miscelare gli ingredienti un coach come Sergio Scariolo, al rientro in Italia dopo 15 stagioni. Tanta pressione, come al solito alla guida dell’Olimpia, ma questa volta Siena può preoccuparsi davvero. «Sono state tre settimane molto intense per chiudere la squadra – dice il gm Gianluca Pascucci – abbiamo condiviso al 100% ogni scelta con il coach, rispetto al passato abbiamo individuato obiettivi ben precisi con una rosa ristretta di nomi e questo ha facilitato la finalizzazione delle operazioni. Siamo riusciti a firmare tutte le nostre prime opzioni, giocatori di primo piano europei, siamo soddisfatti». Quindi mercato finito? Anche per quel che riguarda gli italiani? «Sì, la squadra è chiusa e siamo molto contenti. Oltre all’arrivo di Giachetti e le conferme di Mancinelli e Rocca, Viggiano farà il cambio degli esterni, ritornano anche Melli e Filloy. Nicolò ha fatto una stagione di assestamento con il doppio salto dalla LegaDue all’Eurolega, Filloy ha fatto vedere buone cose facendo il titolare a Pistoia, La stagione è lunga e speriamo piena di partite, ci sarà spazio per tutti, loro ci daranno una buona mano». Ma se l’NBA dovesse davvero bloccarsi, cosa farete? Ormai più di un giocatore sta facenndo accordi con squadre europee… «La situazione del lockout è fluttuante, un giorno sembra che salti la stagione, il giorno dopo sembra sia a un passo la partenza. In questo momento sembra tutto fermo, ma al prossimo incontro basta smussare un angolo e la stagione può iniziare. Non vogliamo farci prendere dal momento, la nostra idea è che se un giocatore viene lo deve fare fino alla fine della stagione. Per questo rimaniamo vigili, se a dicembre/gennaio la stagione dovesse saltare davvero, allora un giocatore in più potrebbe diventare la ciliegina sulla torta». In ogni caso l’Olimpia inizia la stagione con obiettivi importanti in Italia, ma anche in Europa. Basta profilo basso? «Secondo me il discorso del “low profile” era più un discorso creato dalla stampa, ma non è un problema. Sappiamo che l’Olimpia non può vivere nell’anonimato, deve vivere sotto i riflettori. Abbiamo tanto lavoro da fare, una squadra completamente rinnovata che dovrà conoscersi e lavorare sul campo insieme per ottenere risultati importanti. Anche per questo abbiamo pensato a questo secondo ritiro a Malaga (dove si giocherà un triangolare con Benetton e Unicaja il 27-28 settembre) per accelerare lo sviluppo del gruppo. Dobbiamo far scoccare la scintilla». (Sandro Pugliese)

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