“E’ L’OLIMPIA LA VERA ANTI SIENA”

Di metropoli in metropoli. Dopo 7 anni a Roma Jacopo Giachetti arriva a giocare a Milano. Lo fa dopo una stagione sfortunata, in cui ha giocato solo sei partite di campionato a causa di un grave infortunio, ma ora è tornato a completa disposizione e coach Sergio Scariolo lo ha scelto come fedele scudiero italiano per dare fiato al titolare Omar Cook. Un ruolo nel quale il livornese Giachetti ha dimostrato appieno di sapersi destreggiare in tutti i suoi anni nella capitale. Con Roma ha vissuto stagioni alterne, la Lottomatica è stata una delle maggiori “incompiute” degli ultimi anni, ma è stata anche una delle poche che ha battuto Siena sia in regular season che ai playoff. L’EA7 Emporio Armani, al contrario, arriva da ventuno sconfitte consecutive contro la corazzata toscana e proprio Giachetti racconta uno dei segreti per battere la squadra di Pianigiani: «Quando affronti una squadra come la Montepaschi Siena devi andare in campo per giocartela – dice lo stesso Giachetti – senza alcuna paura. Se pensi come limitarli, se sei convinto che sono più forti è la fine, ti stritolano. Certo, sono forti, ma noi dobbiamo avere rispetto di tutti, ma paura di nessuno». Giachetti-Roma sembrava un binomio indissolubile invece poi è arrivato Milano. Perchè questa scelta? «Il progetto che mi è stato prospettato è davvero interessante, l’Olimpia e la città di Milano hanno il loro fascino. Anche se non vince da tanto, è la storia del basket. Era la prima scelta e sono contento che anche la società abbia voluto puntare su di me». Avrai un ruolo chiaro, dovrai cambiare il ritmo alla regia biancorossa. Come pensi d’interpretare questo ruolo? «È ancora presto, mancano ancora tante settimane all’inizio e bisognerà vedere di cosa avrà bisogno la squadra. Io sono a disposizione, faccio quel che c’è bisogno. So fare più cose, non è un problema, sono al servizio della squadra». Argomento Nazionale, fra poco iniziano gli europei, ti dispiace non esserci? «In quest’estate ho parlato più volte con Pianigiani, le mie condizioni fisiche all’inizio del raduno non erano buone, ero reduce dall’infortunio, l’anno passato ho giocato solo sei partite e ci eravamo dati un po’ di tempo in più per capire se potevo recuperare. Ma i tempi erano troppo stretti e, a malincuore, anche per salvaguarda la prossima stagione nel club abbiamo rinunciato. Mi spiace non poter essere azzurro, ma non si poteva fare diversamente». Su cosa puntare per le ambizioni importanti dell’Olimpia?«Dobbiamo lavorare, pensare solo a quello per trovare la chimica giusta il prima possibile. Si riparte da zero, ogni giorno si aggiunge qualcosa di nuovo e si mettono basi importanti. Fra un paio di mesi potrò essere più preciso con la squadra al completo». Intanto l’Olimpia ha rimpolpato il settore lunghi con l’arrivo per qualche settimana dell’americano Ruben Boykin, ex Pavia e Casalpusterlengo, che resterà in biancorosso almeno fino al rientro dei vari nazionali dai campionati europei. (Sandro Pugliese)

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